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Violoncello
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top
Il mwbavioloncello è uno mwbqstrumento musicale del gruppo dei mwbgcordofoni a corde sfregate (ad arco), appartenente alla famiglia degli mwbwarchi; è dotato di quattro mwcacorde, accordate ad mwcqintervalli di quinta giusta. Presenta dei tagli ad "effe" sulla tavola armonica (o piano armonico).
La sottofamiglia dei "violini" si differenzia così dalla sottofamiglia delle "viole" che comprende invece la mwcwviola da gamba e altri strumenti antichi con tagli a "C", accordati per quarte e terze, con corde in numero variabile da tre, a sei-sette o più. Si suona da seduti tenendo lo strumento tra le gambe, poggiato su un mwdapuntale presente nella parte inferiore dello strumento. L'esecutore conduce l'mwdqarco trasversalmente sulle corde.
Il violoncello moderno possiede quattro mwdwcorde accordate ad intervalli di mweaquinta giusta: la corda del mweqLa (cantino), del mwegRe, del mwewSol e del mwfaDo. La corda del La emette un suono una mwfqterza minore più in basso del Do centrale e la corda del Do è due mwfgottave più basse del Do centrale. L'accordatura dello strumento è dunque un'ottava sotto a quella della mwfwviola.
Il violoncello è strettamente associato alla mwgqmusica classica, è parte dell'mwggorchestra d'archi e dell'mwgworchestra sinfonica, del mwhaquartetto d'archi e di molte altre formazioni di mwhqmusica da camera. Molti sono i mwhgconcerti e le mwhwsonate scritte per violoncello. Viene usato in minor misura anche nella mwiamusica leggera, nel mwiqrock e nell'mwigheavy metal.
Contents
• Origini
• Arco
• Solista
• Jazz
• Cordiera
• Puntale
• Archetto
• Formati
• Note
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Storia del violoncello
Origini
La storia degli strumenti ad arco in Europa comincia con la mwlqlira bizantina, strumento in uso già nel mwlgIX secolo, antenato della mwlwviella medievale. Essa subì un'evoluzione in Europa occidentale; nel mwmaRinascimento esistevano due strumenti differenziatisi da questi: la mwmqlira da braccio e la mwmglira da gamba.
I precursori del violoncello apparirono nella seconda metà del mwowXVII secolo non come discendenti della mwpaviola da gamba, da cui però ben presto mutuarono la tecnica di suonare seduti, ma come discendente della famiglia delle mwpqviole da braccio, i violinicite-ref-1[1].
Prima della mwqwviola da gamba, che apparve in Italia attorno al 1490, in Italia nessuno mwrastrumento ad arco veniva suonato in una posizione mwrqa gambacite-ref-woodfield-1984-2-0[2] cioè veniva suonato da seduti, come oggi vengono suonati il violoncello o la viola da gamba, differentemente dal violino, che si appoggia sulla spalla. Ben presto, i liutai sperimentarono la creazione di strumenti ibridi fra la famiglia delle viole da gamba e quella delle viole da bracciocite-ref-3[3], e attorno alla metà del mwtgXVI secolo, alcuni liutai italiani, mwtwAndrea Amati (1538) e mwuaGasparo da Salò, iniziarono a sviluppare un tipo di strumento che fosse più simile alle viole da braccio e ai violini nell'aspetto, nella mwuqtessitura e nel numero di corde e che svolgesse la parte del basso nella famiglia di questi strumenti.cite-ref-chelo1-4-0[4] In quell'epoca compaiono numerose rappresentazioni pittoriche di questo tipo di strumenti, che rassomigliano per dimensioni al violoncello, come nel mwvgConcerto degli Angeli di mwvwGaudenzio Ferrari (c. 1535).
basso-di-viola-da-braccioQuesti vari strumenti, antenati del violoncello, erano diversi fra loro per forma, dimensioni, numero di cordecite-ref-corde-5-0[5] e tessitura; fino al XVII secolo il modello del violoncello non esisteva. Convenzionalmente queste varie forme di strumenti ad arco che anticiparono il violoncello prendono genericamente il nome di basso di viola da braccio, talvolta basso di viola da brazzo o, più semplicemente, basso di viola, per il fatto che essi costituiscono l'insieme degli strumenti che potevano svolgere la parte del basso nella famiglia delle viole da bracciocite-ref-6[6]. Questo insieme di strumenti assume or ora vari nomi nel XVII secolo: bassetto, bassetto di viola, basso da brazzo, basso viola da brazzo, viola, viola da braccio, viola da brazzo, violetta, violoncino, violone basso, violone da brazzo, violone piccolo, violonzino, violonzono, vivola da brazzo. Si pensa inoltre che in Italia, fino al XVIII secolo, col termine violone, ci si riferisse a questo strumento.cite-ref-grove-7-0[7]
Differentemente dal violoncello o dalla viola da gamba, era uso che questo strumento venisse suonato mentre era appoggiato a terra e non tenuto fra le gambe o con un puntalecite-ref-grove-7-1[7]. La prima apparizione del basso di viola da braccio nella trattatistica pervenutaci è nel trattato mwdwEpitome Musical (1556) di mweaJambe de Fercite-ref-8[8], mentre fa la sua prima comparsa nella musica stampata nell'mwfqOrfeo di mwfgClaudio Monteverdi (Venezia, 1609) col nome mwfwbasso da brazzo.cite-ref-grove-7-2[7]
violoncello-da-spallaQuesto primo strumento ad apparire nella trattatistica stampata col nome di "violoncello" è il mwiwvioloncello da spallacite-ref-countess-9-0[9], un basso di viola da bracciocite-ref-10[10] più piccolo rispetto agli altri che si suonava appoggiato sulla spalla, così molto diverso dal moderno violoncello. Numerosi dipinti suggeriscono che fosse comune suonare questi bassi sulla spalla.
Le innovazioni nella costruzione del basso di viola da braccio che confluirono nel moderno violoncello avvennero nell'Italia settentrionale a fine mwlqXVII secolo nell'area attorno a mwlgBologna. Lo strumento si rimpicciolì ed adottò definitivamente l'accordatura Lamwlw3-Remwma3-Solmwmq2-Domwmg2, che già mwmwMichael Praetorius nel mwnamwnqSyntagma musicum (c. 1619) la indicasse come accordatura convenzionale dei bassi di viola da braccio.cite-ref-11[11] Attorno al 1660 a Bologna comparve l'uso di ricoprire la corda di budello con un sottilissimo avvolgimento di filo d'argento, così fu possibile adottare corde più corte e sottili, che emettevano un suono migliore rispetto a quelle in puro budello fino ad allora utilizzate.
Questa innovazione permise di creare uno strumento di minori dimensioni rispetto al basso di viola da braccio che però potesse emettere comunque suoni gravi, la minore dimensione dello strumento avrebbe così reso lo strumento più gestibile per l'esecutore, soprattutto nell'esecuzione di passaggi mwowvirtuosisticicite-ref-12[12]; i liutai sfruttarono questa tecnologia per creare così il violoncello. Questo strumento aveva anche degli svantaggi: il suo suono era meno adatto all'accompagnamento, meno corposo e grave dei suoi predecessori, così in molte situazioni si rivela necessario raddoppiarlo con un mwqacontrabbasso. Questo nuovo strumento trovò l'ultima definizione negli strumenti realizzati dal liutaio mwqqAntonio Stradivari attorno al 1700. Molti bassi di viola furono letteralmente diminuiti in dimensioni per trasformarli in violoncelli, anche se lo stesso Stradivari creò alcuni strumenti di dimensioni maggiori dei canoni moderni, come lo mwqgStradivari Servais; le dimensioni infatti si standardizzarono solo attorno al 1750cite-ref-vrzuok-13-0[13]. La diminuzione di dimensioni suggerì appunto l'origine etimologica del nome: mwrwvioloncello, una forma mwsaipocoristica del termine mwsqviolone, significando "piccolo violone".cite-ref-14[14]
La prima apparizione del violoncello nella musica stampata è una sonata del bolognese mwtwGiulio Cesare Arresti stampata a mwuaVenezia nel 1665.cite-ref-grove-7-3[7] Uno dei liutai di violoncello più famosi dei suoi tempi, i suoi strumenti sono ricercati per il loro suono da musei, collezionisti e privati, è mwvqDomenico Montagnana (mwvgLendinara, 24 giugno 1686 – mwvwVenezia, 6 marzo 1750).
violoncello-baroccoQuesta prima forma del violoncello assume il nome di mwxqvioloncello barocco e differisce per alcune caratteristiche dal violoncello moderno ed è tuttora molto usato in esecuzioni ispirate alla mwxgprassi esecutiva storica. Il manico, di forma differente, presenta una minore angolazione rispetto alla cassa armonica - il riversamento - che si adatta ai diversi tensionamenti di questo strumento, derivanti anche dalla costituzione delle corde di budello. Circa dal XIX-XX secolo, i violoncelli moderni adottano un mwxwpuntale in metallo retraibile per appoggiare a terra lo strumento, mentre quelli barocchi vengono invece sostenuti dalle gambe dell'esecutore.
Le corde del violoncello classico moderno sono oggi in metallo, o con un'anima di materiale sintetico; quelle del violoncello barocco sono realizzate in budello (nei violoncelli barocchi costruiti oggi, il mwyqSol e il mwygDo, a volte sono rivestite in metallo). Gli archetti classici sono leggermente ricurvi verso l'interno e vengono impugnati all'apposita parte terminale, mentre quelli barocchi presentano una curvatura verso l'esterno e vengono impugnati leggermente più in avanti. I violoncelli moderni classici montano spesso cordiere dotate di tiracantini per facilitarne l'accordatura, mentre quelli barocchi vengono accordati esclusivamente attraverso i piroli.
Non esisteva alcun metodo didattico specifico per il violoncello prima del XVIII secolo; il primo metodo per violoncello conosciuto è quello di mwzaMichel Corrette (mwzqMéthode, théorique et pratique pour apprendre en peu de temps le violoncelle dans sa perfection, Parigi, 1741) che codifica gran parte della tecnica unanimemente utilizzata nei secoli successivi, in particolare promuovendo definitivamente la posizione mwzga gamba a scapito di quella mwzwa braccio.
XVIII secolo
Nel XVIII secolo compositori come mw2qJohann Sebastian Bach, mw2gFrancesco Geminiani, mw2wGiovanni Battista Sammartini, mw3aGiuseppe Valentini, mw3qAntonio Vivaldi, mw3gBenedetto Marcello lo usarono frequentemente in molte composizioni anche come strumento solista, benché fosse consuetudine che il violoncello suonasse parti di accompagnamento e le parti più melodiche nello stesso registro venivano affidate a strumenti della famiglia della mw3wviola da gamba, tuttavia ricerche più recenti hanno chiarito che in particolare in Italia la prassi di eseguire al violoncello la parte di basso continuo delle sonate non richiedeva la contemporanea presenza di uno strumento armonico, e quindi al violoncello spettava il ruolo di dialogo con la parte solisticacite-ref-15[15]. Tra i compositori che maggiormente contribuirono a sviluppare la letteratura per violoncello solista, va certamente citato mw5aGiovanni Battista Cirri, mw5qDomenico Gabrielli, mw5gJohann Sebastian Bach. In questo periodo si fa uso anche di altri tipi di violoncello come il mw5wvioloncello piccolo (o violoncello tenore o violoncino), strumento usato nel XVII secolo che presentava una corda mw6aMi all'acuto.
XIX secolo
Nel XIX secolo, si svilupparono diverse scuole di violoncellisti già attive nel XVIII secolo e i violoncellisti del mw6wXIX secolo evolvettero la tecnica dello strumento aumentando l'espressività dello strumento - come mw7aJean-Baptiste Bréval, mw7qJean-Louis Duport, mw7gBernhard Romberg, mw7wFriedrich Dotzauer, mw8aAlfredo Piatti. Per opera delle scuole francesi e tedesche in questo periodo vengono introdotte due innovazioni allo strumento: si introduce il mw8qpuntale, inizialmente osteggiato, trova per principale sostenitore mw8gAdrien-François Servais, e il Romberg, che prende il nome dall'omonimo strumentista, una rettificazione della tastiera in prossimità della terza e della quarta corda per aumentarne l'inclinazione in determinati punti per permettere alla corda di vibrare meglio. A Romberg si deve anche l'uniformazione della notazione per il violoncello stabilendo la convenzione dell'uso di sole tre mw8wchiavi: la mw9achiave di basso, la mw9qchiave di tenore e la mw9gchiave di violino. Prima di lui, era comune utilizzare tutto il mw9wsetticlavio per il violoncello - per esempio, mw-aLuigi Boccherini usava sei chiavi diverse nelle sue composizioni per violoncello, mentre mw-qJohann Sebastian Bach utilizzava anche la mw-gchiave di contralto oltre alle tre di Romberg.
Nel periodo mw-aneoclassico ne fecero uso, tra gli altri, mw-qFranz Joseph Haydn e mw-gLudwig van Beethoven. Dal mw-wromanticismo ai nostri giorni vanno menzionati mwaqaRobert Schumann, mwaqeEdward Elgar, mwaqiGabriel Fauré, mwaqmCamille Saint-Saëns, mwaqqClaude Debussy, mwaquZoltán Kodály, mwaqyBenjamin Britten, mwaqcAntonín Dvořák, mwaqgDmitrij Dmitrievič Šostakovič, ecc. In questo periodo, il violoncello divenne membro costitutivo nel mwaqkquartetto d'archi, che lo promosse fra i più importanti e conosciuti strumenti musicali.
XX secolo
A metà del mwarmXX secolo i violoncelli iniziarono ad essere prodotti su larga scala. Al giorno d'oggi la maggior parte degli strumenti reperibili sul mercato è di fabbricazione industriale. In Italia, nei laboratori di liuteria, essi vengono ancora prodotti in modo del tutto artigianale. Il violoncello è, per diffusione e notorietà, il secondo strumento della famiglia degli archi, preceduto solo dal mwarqviolino.
A partire circa dagli mwaryanni novanta il violoncello inizia ad essere utilizzato estensivamente anche per la mwarcmusica pop, mwargrock e mwarkheavy metal, col gruppo finlandese mwaroApocalyptica.
Tecnica di esecuzione
Arco
L'arco viene fatto scorrere sulle corde, le dita della mano sinistra possono agire sulla tastiera premendo sulle corde per diminuirne la lunghezza, modificando così la frequenza del suono ottenuto. Come gli altri strumenti ad arco, anche il violoncello può essere mwaswmwas0pizzicato, sollevando le corde con l'ultima falange e rilasciandole. Ha il suono più grave tra gli strumenti del mwas4quartetto d'archi e produce un suono molto ricco di mwas8armonici.
Mano sinistra
Ogni punto della mwatctastiera in cui la mano sinistra si imposta per modificare il suono è detto mwatgposizione. Le dita sono numerate convenzionalmente dal primo (indice) al quarto (mignolo). Il pollice, nelle posizioni basse, è usato solo per ancorare la mano al manico, tenere la posizione e bilanciare la pressione delle altre quattro dita, senza perciò contrastarla (non preme). Le dita sono tenute a martelletto e premono sulla corda con la punta del polpastrello.
La diteggiatura indica il dito da usare con le cifre da 1 a 4: oltre che nelle opere didattiche, dov'è d'ausilio alla lettura delle note per gli studenti meno esperti, la diteggiatura compare negli mwatostudi tecnici più avanzati e ogniqualvolta si voglia indicare la posizione da occupare: ad esempio un mwatsdo centrale sormontato dalla cifra 2 è suonato normalmente in I corda, prima posizione, secondo dito; dalla cifra 1 in I corda, seconda posizione, primo dito, dalla cifra 4 in II corda, quarta posizione, quarto dito. In caso di ambiguità si usa specificare anche la corda da porre in vibrazione, con i numeri romani da I a IV. L'attivazione di una corda vuota è indicata dalla cifra 0 (nessun dito modifica il suono).
Nelle posizioni di base, le prime quattro, e in «mezza posizione», le dita sono posizionate per suonare le note della scala cromatica, cioè la distanza fra un dito e il successivo corrisponde all'intervallo di mwat0semitonocite-ref-16[16]. Per avere un'idea dell'estensione coperta dalla mano sinistra, si consideri che è possibile suonare le prime cinque mwauisuites bachiane nelle sole prime cinque posizioni; fa eccezione la sesta suite che, scritta per mwaumvioloncello piccolo, impiega un registro più acuto.
La tecnica delle posizioni più basse del manico prevede anche la possibilità di estendere lo spazio tra il primo e il secondo dito abbracciando l'intervallo di un mwauutono; si parla in tal caso di posizioni di mano larga. Raramente, quando risulti utile per semplificare l'esecuzione, è invece il quarto dito ad allungarsi in avanti fino a coprire il medesimo intervallo dal terzo (allargamento d'eccezione).
Nelle posizioni dalla quinta alla settima, poiché avvicinandosi al manico la distanza fisica tra gli intervalli acustici diminuisce, è possibile suonare note distanti anche un tono o più con due dita consecutive. Tanto ciò è vero che, esclusa la quinta posizione a quattro dita che in alcuni metodi coincide con la «quarta avanzata» (in I corda: fa-sol♭-sol-la♭ = fa-fa♯-sol-sol♯), dalla quinta posizione in avanti l'uso del quarto dito è eccezionale: di regola il terzo ne prende il posto, sostituito dal secondo che si alterna su due diversi tasti. Così, nella stessa quinta posizione in I corda, si avranno fa-sol-la o fa-sol♭-la suonati rispettivamente da primo, secondo e terzo dito.
Esaurite le posizioni comunemente numerate, quelle più acute prevedono l'entrata del pollice, poggiato perpendicolarmente su due corde, a fungere da capotasto. L'espediente permette di suonare sulla porzione di tastiera più vicina al ponticello. Nelle partiture il mwaugpollice capotasto è indicato dal simbolo , talvolta somigliante a uno 0 unito a un trattino verticale sottostante. Il pollice capotasto può comunque arretrare nelle posizioni del manico, se l'esecuzione con tale tecnica risulta vantaggiosa; nelle posizioni più alte può invece essere utile aumentare la distanza tra pollice e primo dito, coprendo così ampi intervalli sulla stessa corda.cite-ref-17[17] L'invenzione del pollice capotasto è più tarda rispetto al resto della tecnica: appare per la prima volta solo con la nascita della trattatistica tecnica per violoncello, nel primo metodo di mwau4Michel Corrette, mwau8Méthode, théorique et pratique pour apprendre en peu de temps le violoncelle dans sa perfection (Parigi 1741); troverà tuttavia ampio uso solo a partire dal mwavaXIX secolo.
In generale, le dita che non suonano sono mantenute in posizione; quelle sulle note più gravi restano premute sulla corda. Così, se si esegue un do in I corda, prima posizione, con il secondo dito, il primo resterà premuto sul si, il terzo e il quarto si troveranno sollevati rispettivamente all'altezza del do♯ e del re. Talvolta però è il giro dell'arco sulle corde a produrre lo sviluppo della linea melodica; in tal caso le dita si trovano già in posizione su corde diverse, fino in alcuni casi a coprirle tutte. Ciò è essenziale negli mwaviarpeggi eseguiti dall'arco, specialmente in velocità: le dita allora, come in una mwavmchitarra, raggiungono le note che compongono il relativo mwavqaccordo, mentre l'arco pone in vibrazione le diverse corde. Il violoncello è strumento essenzialmente mwavumonodico, ma in alcuni casi suona più note alla volta: quando ciò avviene si realizza tipicamente un mwavybicordo, mentre i veri e propri accordi di tre o più note sono spezzati o arpeggiati.cite-ref-18[18] Quando è necessario produrre un intervallo di mwavsquinta giusta, anche in bicordo, si ricorre spesso alla tecnica del mwavwbarré, che consiste nel premere un dito perpendicolarmente su due o più corde.
I passaggi di posizione si ottengono di solito strisciando sulla corda (rilasciata) con il dito di partenza e articolando il dito d'arrivo nella nuova posizione. Questa regola è però invertita quando il passaggio si realizza dalla nota più grave alla più acuta e dal dito più «alto» al più «basso»: ad esempio, in I corda, per passare dal do in prima posizione (secondo dito) al mi in quarta (primo dito) si rilascia prima il secondo dito e si striscia poi con il primo dal si al mi; nel passaggio opposto invece è il dito di partenza (secondo) a strisciare dal mi al si e quello d'arrivo (primo) ad articolare la nota do. Nel passaggio il dito scorre sulla corda già rilasciata, in modo il più possibile rapido, così da non produrre alcun mwav4portamento che non sia voluto dal compositore.
Nel mwawavibrato è in genere attivo un solo dito per volta (le altre restano sollevate), il quale, piegato avanti e indietro in solido con tutto l'avambraccio fino al gomito, produce una minima e più o meno rapida variazione in acuto e grave dell'altezza del suono (mwawedistorsione).
Impiego dello strumento
Orchestra sinfonica
I violoncelli fanno parte della mwaw0orchestra sinfonica convenzionale, generalmente in un numero compreso fra gli otto e i dodici elementi. La sezione dei violoncelli, nella disposizione moderna dell'orchestra, si trova sulla destra del mwaw4direttore d'orchestra opposta alla sezione dei primi violini, con la sezione degli archi che vede da sinistra a destra rispettivamente i primi violini, i secondi violini, le viole e i violoncelli, come nelle principali esecuzioni di mwaw8Karajan e mwaxaStokowsky, oppure li si trova accanto ai primi violini con la sezione degli archi da sinistra a destra che vede rispettivamente i primi violini, i violoncelli, le viole e i secondi violini, come nelle esecuzioni di mwaxeToscanini (disposizione detta "alla tedesca"). Il primo violoncello o spalla dei violoncelli è l'omologo del primo violino nella sua sezione, è la guida della sezione che determina le arcate in accordo con le altre sezioni degli archi e esegue i soli; questo strumentista nell'orchestra siede in prima fila fra i violoncelli, è il più vicino al pubblico.
I violoncelli costituiscono una parte fondamentale nella musica per orchestra, tutta la mwaxmmusica sinfonica contiene parti per violoncelli e molte composizioni contengono degli assoli per questo strumento e, soprattutto dal mwaxqXX secolo, il genere del mwaxuconcerto per violoncello ha assunto sempre più rilevanza. In buona parte, però, i violoncelli contribuiscono a sostenere l'mwaxyarmonia del suono dell'orchestra. Sovente, nelle parti dei violoncelli sono alternate parti in cui i violoncelli suonano la melodia a parti di accompagnamento, eseguendo la melodia portante del brano e ritornando alla parte armonica.
Solista
Il violoncello è spesso usato come strumento solista. Esistono diversi concerti per violoncello e orchestra, tra cui i più conosciuti sono: mwaxkHaydn in Do Maggiore e Re Maggiore; mwaxoBoccherini in Sib Maggiore, Re Maggiore e Sol Maggiore; mwaxsSaint-Saens in La min.; mwaxwDvořák in Si min.; mwax0Schumann in La min.; mwax4Shostakovich in Mib magg. e Sol Magg. Numerosi anche i brani composti per violoncello solo, tra cui: mwax8J.S. Bach, Sei suites; mwayaHindemith, Op 25, No. 3; mwayeKodály, Op. 8; mwayiBritten, 3 Suites, Op. 72, 80, 87. Vasto è anche il repertorio per violoncello e mwaympianoforte.
Quartetti e Complessi
Il violoncello fa parte del mwaycquartetto d'archi (solitamente con viola, primo e secondo violino) ed è impiegato in tutte le altre formazioni cameristiche di strumenti ad arco e con altri strumenti, in particolare insieme al mwaygpianoforte (mwaykduo, mwayotrio, mwaysquintetto, eccetera).
Musica leggera e rock
Sebbene il violoncello non sia comunemente utilizzato nella mway4musica popolare, lo si può trovare impiegato anche in diverse interpretazioni di musica mway8pop e mwazarock. Tra i rari gruppi che ne fanno uso, i gruppi italiani mwazeRondò Veneziano, i mwaziPooh, mwazmPerturbazione, mwazqMarta Sui Tubi, il mwazucomplesso mwazyfadista mwazcportoghese dei mwazgMadredeus e gli mwazkstatunitensi mwazoNirvana, i Pink Floyd nella suite "Atom Heart Mother", David Gilmour nei concerti del 2002 raccolti nel DVD "David Gilmour in Concert" e nell'album "On an Island" dello stesso Gilmour (in entrambi accompagnato dalla nota violoncellista Caroline Dale, nota per le sue collaborazioni con vari musicisti rock tra cui Jimmy Page e Robert Plant nel tour del 1994 per promuovere l'album "No Quarter"), mwazsOasis, mwazwSinéad O'Connor. Gli mwaz0Apocalyptica sono un gruppo di violoncellisti noti per le loro versioni di canzoni mwaz4mwaz8heavy metal il cui stile è ormai noto negli mwaaaStati Uniti come mwaaecello rock, mentre i mwaamRasputina sono un gruppo, anch'esso statunitense, di stile piuttosto mwaaqeclettico composto attualmente da due violoncelliste ed un mwaaubatterista. Nelle versioni acustiche delle canzoni della band mwaayEvanescence cantate da mwaacAmy Lee è spesso presente il violoncello accompagnato da mwaagpianoforte e da mwaakchitarra folk. Apprezzato violoncellista brasiliano è Jaques Morelenbaum, noto al grande pubblico in particolare per le collaborazioni e le numerose esibizioni dal vivo con mwaaoCaetano Veloso. Anche il gruppo progressive rock italiano La Leggenda dei New Trolls, spin-off della famosa omonima band, in una delle sue ultime produzioni concertistiche ha reso il violoncello protagonista del brano Seven Seasons all'interno della nuova versione dell'opera Concerto Grosso.
Jazz
Il violoncello è utilizzato in maniera sporadica nel mwaa4jazz; tuttavia, oltre ad alcuni contrabbassisti che vi si sono dedicati come secondo strumento (tra gli altri, mwaa8Dave Holland e mwabaOscar Pettiford), vi sono importanti musicisti che lo hanno adattato perfettamente al linguaggio del jazz e della musica improvvisata, tra i quali mwabeDavid Darling e mwabiErnst Reijseger.
I bassisti mwabqOscar Pettiford e Harry Babasin, tra i primi a utilizzare il violoncello come strumento solista, accordavano il violoncello per quarte, come un contrabbasso, ma all'ottava superiore. Fred Katz (che non era un bassista) fu uno dei primi violoncellisti jazz di rilievo a utilizzare l'accordatura standard dello strumento e l'arco.
Tra i violoncellisti jazz contemporanei si possono anche citare Abdul Wadud, Diedre Murray, mwabyRon Carter, Lucio Amanti, Akua Dixon, mwabcErnst Reijseger, Fred Lonberg-Holm, Tom Cora ed Erik Friedlander. Infine, nei Musical moderni come mwabgmwabkThe Last Five Years di Jason Robert Brown, mwabomwabsSpring Awakening di Duncan Sheik, mwabwFloyd Collins di mwab0Adam Guettel e mwab4My Life with Albertine di Ricky Ian Gordon si fa largo uso di piccoli ensemble d'archi che comprendono il violoncello.
Composizioni per violoncello
Composizioni per violoncello solo
Suite n. 2 in re minore, BWV 1008
Suite n. 3 in do maggiore, BWV 1009
Suite n. 4 in mi bemolle maggiore, BWV 1010
Suite n. 5 in do minore, BWV 1011
Suite n. 6 in re maggiore, BWV 1012
Tema e variazioni per violoncello solo in re minore (1887)
Suite n. 1, in sol maggiore, op. 72
Suite n. 2, in re maggiore, op. 80
Suite n. 3, in do minore, op. 87
Tema "Sacher" (per Paul Sacher)
Ciaccona, intermezzo e adagio per violoncello solo
Sonata per violoncello n. 3, op. 25
Sonata per violoncello solo op. 8
Capriccio
3 Suite per violoncello, op. 131c
• mwaguGaspar Cassadó
Suite per Violoncello solo (1926 ca.)
Nomos Alpha per violoncello solo
Kottos per violoncello solo
• mwahmSofia Gubaidulina (mwahq1931)
Dieci preludi per violoncello solo (1974)
• mwahkAram Khachaturian (1903-1978)
Sonata-Fantasia
• mwah4John Cage (1912-1992)
mwaieEtudes Boréales (1978)
• mwaiqGyörgy Ligeti (1923-2006)
Sonata per violoncello solo (1948–1953)
• mwaikLuciano Berio (1925-2003)
mwaiwLes mots sont allés..., recitativo per violoncello solo (mwai01978)
Sequenza VIb (mwai81981)
mwajeChanson pour Pierre Boulez (mwaji2000)
Sequenza XIV (mwajq2002)
Sonate e altre composizioni per violoncello
Sonata in fa maggiore, op. 5 n. 1
Sonata in sol minore, op. 5 n. 2
Sonata in la maggiore, op. 69
Sonata in do maggiore, op. 102 n. 1
Sonata in re maggiore, op. 102 n. 2
12 Variazioni di «Ein Mädchen oder Weibchen» op. 66
12 Variazioni di «Judas Maccabée» WoO 45
7 Variazioni di «Bei Männern, welche Liebe fühlen» WoO 46
Sonata in mi minore, op. 38
Sonata in fa maggiore, op. 99
Sonata clavecínen sol minore, op. 65
Sonata in re maggiore op. 38
Sonata in re minore
Sonata in re minore op. 109
Sonata in sol minore op.117
Elegia op. 24
Allegro in mi bemolle maggiore, op. 16
Sonata in la minore
6 Sonate per violoncello e basso continuo
Variazioni concertate, op. 17
Sonata n. 1, in si bemolle maggiore, op. 45
Sonata n. 2, in re maggiore, op. 58
Lied "ohne Worte", in re maggiore, op. 109
Suite op. 21
Sonata in do maggiore, op. 119
Sonata in do sostenuto minore, op. 134
Fantasiestucke, op.73
5 Pezzi in stile popolare, op.102
Adagio e allegro, op.70
3 pezzi, op. 9
Sonata in re minore, op. 40
6 sonate per violoncello e continuo
9 Sonate per violoncello e basso continuo
Le Grand Tango per violoncello e pianoforte
• Italo Salizzato (1941)
Venice ballad per violoncello e pianoforte
• Kaija Saariaho (1988)
Petals per violoncello e live electronics
Concerti per violoncello
Concerto per violoncello in la maggiore
Concerto per violoncello in la minore
Concerto per violoncello in si bemolle maggiore
Concerto per violoncello op. 22
Concerto n. 1 in mi bemolle maggiore G. 474
Concerto n. 2 in la maggiore G. 475
Concerto n. 3 in re maggiore G. 476
Concerto n. 4 in do maggiore G. 477
Concerto n. 5 in re maggiore G. 478
Concerto n. 6 in re maggiore G. 479
Concerto n. 7 in sol maggiore G. 480
Concerto n. 8 in do maggiore G. 481
Concerto n. 9 in si bemolle maggiore G. 482
Concerto n. 10 in re maggiore G. 483
Concerto n. 11 in do maggiore G. 573
Kol Nidrei, op.47, per violoncello e orchestra.
Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra, op. 33
• Henri Dutilleux (1916)
Tout Un Monde Lointain
Concerto per violoncello e orchestra, in mi minore, op. 85.
Concerto n. 1 per violoncello e orchestra, in do maggiore, HOB VIIB.1
Concerto n. 2 per violoncello e orchestra, in re maggiore, HOB VIIIB.2 (1783)
Concerto n. 4 per violoncello e orchestra, in re maggiore.
Concerto n. 1, in sol minore, op. 49
Concerto n. 2, in do maggiore, op. 77
Concerto per violoncello in mi minore.
Concerto-rapsodia in re minore.
Concerto per violoncello in do minore op. 66 (1944)
Concerto per violoncello e orchestra in Do maggiore, op. 4
Concerto per violoncello e orchestra, in re minore (1876)
Concerto per violoncello e orchestra (1966)
Concerto per violoncello e orchestra (1968-1970)
Concerto per violoncello e orchestra, op. 91 (1949)
Concerto Rondó
Concerto "Militare"
Concerto n. 1 in si bemolle maggiore, per violoncello ed orchestra op. 2
Grand Concerto n. 2 in re maggiore, per violoncello ed orchestra op. 3
Concerto n. 3 in sol maggiore, per violoncello ed orchestra op. 6
Concerto per violoncello n. 4 in mi minore op. 7
Variazioni in la minore per violoncello ed orchestra op. 13
Airs Russes per violoncello ed orchestra op. 14
Concerto n. 5 in fa diesis minore per violoncello ed orchestra op. 30
Concerto n. 6 in fa maggiore (Militaire) per violoncello ed orchestra op. 31
Elegie sur la mort d'un objet chéri per violoncello ed orchestra d'archi OP. 35
Concertino in mi minore per violoncello ed orchestra op. 41
Concerto n. 7 in do maggiore (Suisse) per violoncello ed orchestra op. 44
Concerto n. 8 in la maggiore (Brillant) per violoncello ed orchestra op. 48
Souvenir de Vienne, grosses rondo brillant, per violoncello e pianoforte (originariamente per violoncello e orchestra) OP.49
Concertino, per violoncello e pianoforte o orchestra in re minore op. 51
Grand Concerto n. 9 in si minore per violoncello ed orchestra op. 56
Concertino per violoncello ed orchestra op. 57
Concertino in la per due violoncelli e orchestra op. 72
Concerto n. 10 in mi maggiore (Brillant), per violoncello ed orchestra op.75
Concerto per violoncello e orchestra, n. 1 in la minore, op. 33 (1873)
Concerto per violoncello e orchestra, n. 2, in re minore, op. 55.
Concerto per violoncello e orchestra, in la minore, op. 129.
Concerto per violoncello e orchestra, n. 1 in mi bemolle maggiore, op. 107
Concerto per violoncello e orchestra, n. 2
Concerto per violoncello e orchestra, n. 1 in sol maggiore
Concerto per violoncello e orchestra, n. 2 in la maggiore
Concerto per violoncello e orchestra, n. 3 in do maggiore
• Concerti per violoncello, orchestra, e basso continuo:
RV 398 in do maggiore RV 400 in do maggiore RV 401 in do maggiore RV 402 in mi minore RV 403 in re maggiore RV 404 in re maggiore RV 405 in re minore RV 406 in re minore RV 407 in re minore RV 408 in mi bemolle maggiore RV 410 in fa maggiore RV 411 in fa maggiore RV 412 in fa maggiore RV 413 in sol maggiore RV 414 in sol maggiore RV 415 in sol maggiore RV 416 in sol minore RV 417 in sol minore RV 418 in la minore RV 419 in la minore RV 420 in la minore RV 421 in la minore RV 422 in la minore RV 423 in si bemolle maggiore RV 424 in si minore RV 409 in mi minore
• Concerto per due violoncelli e orchestra, RV 531 in sol minore
Caratteristiche costruttive
Il violoncello è uno strumento costituito da molte parti, principalmente in mwakulegno (mwakyabete, mwakcacero e mwakgebano), alcuni componenti (come il puntale) e piccoli particolari possono essere realizzati in mwakkacciaio, mwakogomma o altri materiali. Vengono anche costruiti, anche se poco usati, violoncelli in mwaksfibra di carbonio.
Cassa armonica
La mwak4cassa armonica, che costituisce la parte più voluminosa del violoncello, è generalmente costruita con più tipi di legno: la tavola armonica con legno di mwak8abete rosso, il fondo e le fasce sono di solito realizzati in legno di mwalaacero, sebbene occasionalmente siano stati usati anche mwalepioppo e mwalifaggio. Tutte le parti che compongono la struttura sono interamente tagliate e lavorate a mano (a meno che non si tratti di strumenti di produzione industriale e non di mwalmliuteria). Le fasce vengono realizzate assottigliando a mano il legno e curvandolo a caldo. La cassa è caratterizzata da un'ampia parte superiore, da un restringimento nella parte centrale e di nuovo la parte inferiore molto ampia, le fessure chiamate "effe" sono sulla parte centrale della tavola armonica.
Manico, voluta e riccio
Sopra la cassa armonica si trova il manico, dello stesso legno del fondo e delle fasce, che termina con la mwalyvoluta ed infine col riccio (che in alcuni strumenti consiste in una testina scolpita nel legno), il tutto ricavato da un unico pezzo. Nella voluta è compresa la "cassetta" dove sono inseriti i quattro "mwalcpiroli" (o "bischeri" o "chiavi") usati per tendere e quindi accordare ciascuna corda, la cui estremità è avvolta intorno ad essi. Per i piroli viene generalmente impiegato il legno di mwalgbosso, d'mwalkebano o di mwalopalissandro; gli stessi materiali sono utilizzati anche per la tastiera e per il capotasto, che è una barretta posta sulla parte iniziale della mwalstastiera e fornisce l'appoggio alle corde e per il "bottone", dal quale fuoriesce il puntale.
Cordiera
Nella parte inferiore, le corde sono mantenute in tensione dalla cordiera, che a sua volta è agganciata tramite un cavo (generalmente in budello, mwal8nylon o anche metallo) al mwamabottone da cui fuoriesce il mwamepuntale che sostiene il violoncello quando viene suonato. La cordiera e il bottone sono in legno duro, lo stesso dei piroli. Può incorporare i tiracantini, che consentono una accordatura più fine rispetto ai mwamipiroli.
Puntale
Il mwamupuntale sostiene il violoncello quando viene suonato. Normalmente in metallo (oggi raramente in legno) o carbonio, è retraibile e può essere regolato in altezza. La parte terminale del mwamypuntale può essere coperta da un gommino, utilizzato, o no, a seconda del pavimento su cui si poggia lo strumento, in modo da renderlo fermo e stabile. È stato introdotto da François Servais, allora docente del Conservatorio di Parigi, alla fine del mwamcXIX secolo
Ponticello ed effe
Il ponticello (in legno) tiene sollevate le corde al di sopra della mwam4tastiera e trasmette il suono dalle corde alla tavola e alla cassa armonica. Il ponticello non è fissato, sono le corde stesse, con la propria tensione, a mantenerlo in posizione. Le effe, fessure dalla caratteristica forma di mwam8f (per questo così chiamate), sono collocate ai lati del ponticello, con lo scopo di permettere al suono di fuoriuscire e di dare maggiore elasticità alla tavola armonica. Inoltre sono utili al mwanaliutaio per l'accesso all'interno della mwanecassa armonica.
Parti interne
Internamente, il violoncello ha due importanti componenti: la mwanqcatena, barra di abete incollata al di sotto della tavola, e lmwanu'mwanyanima, cilindretto pure di abete collocato a pressione tra il fondo e la tavola dello strumento. La catena ha lo scopo di rinforzare la tavola del violoncello, contribuendo a conferirgli maggiore rigidità. L'anima contribuisce alla diffusione delle vibrazioni che dalle corde, attraverso il ponticello, mettono in vibrazione la cassa, trasmettendole dalla tavola al fondo e amplificando così il suono emesso dalle corde stesse. Come il ponticello, anche l'anima non è incollata, ma è tenuta in posizione dalla tensione esercitata dalla tavola e dal fondo.
Colle e materiali sintetici
I violoncelli sono incollati utilizzando generalmente mwankcolla animale, robusta e allo stesso tempo reversibile, permettendo così di effettuare interventi di riparazione o restauro, nel caso sia necessario aprire la cassa o smontare altre parti.
Archetto
Tradizionalmente, l'mwaoearchetto (o arco) è costruito con legno di mwaoipernambuco, recentemente viene prodotto anche in mwaomfibra di carbonio. Il crine, fissato alle estremità dell'arco e che da questo viene teso, proviene dalla coda di mwaoqcavallo maschio. Il crine deve essere frequentemente trattato con mwaoucolofonia, detta comunemente mwaoypece o mwaocresina, (applicata di solito ogni volta che lo strumento viene suonato) per aumentare la presa sulle corde. Il crine è mantenuto in tensione per mezzo di una vite che allontana la parte detta mwaogtallone, parte che si utilizza anche per impugnare l'archetto.
Formati
I violoncelli di formato "intero" sono detti "quattro quarti" (4/4), con cassa armonica di lunghezza compresa fra i 74 e i 76mwao8 cm. Come per i violini, vengono prodotti anche violoncelli di dimensioni ridotte, dai "sette ottavi" (7/8) fino al "sedicesimo" (1/16), perfettamente identici a quelli di formato più grande, da non confondersi col mwapavioloncello piccolo in cui invece l'estensione cambia e spesso anche il numero delle corde. I formati minori sono proporzionali a quelli "interi" e vengono generalmente utilizzati da bambini, anche se non mancano violoncellisti adulti che preferiscono formati minori (soprattutto il 7/8) per ridurre l'ampiezza dei movimenti della mano. Il numero che definisce tali formati dipende da calcoli di proporzione riferiti alla lunghezza della tavola armonica standardizzati sotto tali denominazioni, che però sono prive di valore matematico.
Violoncello elettrico
Il mwapgvioloncello elettrico è una variante che sfrutta l'mwapkamplificazione elettronica per suonare, anziché la mwaporisonanza acustica. Data questa definizione, può anche essere un violoncello classico a cui sia stato abbinato l'amplificatore. Come il mwapscontrabbasso elettrico viene suonato spesso con l'ausilio dell'archetto. Il contrabbasso elettrico non ha ancora uno status e una diffusione pari a quelli della mwapwchitarra elettrica o del mwap0violino elettrico. Lo strumento diventa lentamente popolare nei gruppi mwap4rock.
Accessori
Gli accessori utilizzati per il violoncello sono vari. I più comuni sono:
• mwaqsmwaqwAntidissonante (detto anche "anti-lupo"), piccolo cilindro di metallo, che contiene a sua volta un cilindro di gomma, con applicata una vite. Si posiziona su una corda (in genere la terza, il sol, o anche la quarta, il do) tra il ponticello e la cordiera, per eliminare particolari risonanze e battimenticite-ref-19[19], risultanti in una specie di ululato ("lupo"), nel caso in cui lo strumento presenti questo difetto, che è piuttosto comune. Il violoncellista può montarlo e stringere più o meno la vite per regolare la sua posizione in modo da ottenere un risultato ottimale. Naturalmente l'attenuazione del difetto, smorzando le vibrazioni della corda, ha un sensibile effetto anche sugli altri suoni. Esistono anche antidissonanti da applicare all'interno della tavola armonica, da incollare dopo un'attenta valutazione della posizione, il che richiede la collaborazione tra strumentista e liutaio.
• mwarimwarmSordina, dispositivo utilizzato per ridurre il volume di suono prodotto. Si applica al ponticello per smorzare le vibrazioni provenienti dalle corde che esso trasmette alla cassa; in questo modo il suono viene attenuato. Oltre che per motivi pratici durante lo studio, può essere anche richiesta in alcuni brani.
• mwarumwaryColofonia (o resina, o pece), come in tutti gli strumenti ad arco, viene applicata sul crine dell'archetto per aumentarne la presa sulle corde.
Note
cite-note-woodfield-1984-22. ↑ Woodfield 1984
cite-note-33. ↑ mwasoStephen Bonta, mwassmwaswFrom violone to violoncello: A question of strings?, in mwas0Journal of the American Musical Instrument Society, No. 3, 1977, pp.mwas4 64-99 mwas8(archiviato dall'mwataurl originale il 17 dicembre 2007).
cite-note-chelo1-44. ↑ mwatqel-atril.com, mwatumwatyEl violonchelo, su mwatcel-atril.com. mwatgURL consultato il 23 settembre 2008.
cite-note-corde-55. ↑ Il numero di corde era variabile, ma la maggior parte di questi strumenti avevano fra le tre e le cinque corde e prevalentemente quattro corde, a differenza di quelli della famiglia delle viole da gamba che erano soliti averne sei o più.
cite-note-66. ↑ Baines
cite-note-grove-77. ↑ mwauomwausStephen Bonta et al.
cite-note-88. ↑ Jesselson 1991, Jambe de Fer 1556, Bonta 1990
cite-note-countess-99. ↑ Delbanco, Nicholas. (January 1, 2001) mwaviHarper's Bazaar. mwavmmwavqThe Countess of Stanlein Restored. (Violoncello owned by Bernard Greenhouse is restored). Volume 302; Issue 1808; Page 39.
cite-note-1010. ↑ mwavgmwavkBarnett 2008,mwavo p. 134.
cite-note-1111. ↑ Watkin 1996
cite-note-1212. ↑ Bonta 1977, 1990
cite-note-vrzuok-1313. ↑ Cyr 1982
cite-note-1414. ↑ Bonta 1978, Schmid 1987.
cite-note-1515. ↑ David Watkin, mwawoCorelli's Op.5 Sonatas: 'Violino e violone o cimbalo'?, in mwaws Early Music, Vol. 24, No. 4, novembre 1996, p. 645-663
cite-note-1717. ↑ mwaxm(mwaxqmwaxuDEmwaxy) mwaxc(mwaxgmwaxkENmwaxo) mwaxs(mwaxwmwax0FRmwax4) mwax8mwayaFriedrich Dotzauer, mwayeVioloncello-Schule, vol.mwayi 1-3, Francoforte sul Meno-Londra-New York, Litolff's-Peters, 1934 mwaym[1906].
cite-note-1919. ↑ Si tratta di un fenomeno che può presentare due aspetti: una irregolarità nella risonanza propria dello strumento, la quale intensifica o smorza una determinata nota; oppure una risonanza leggermente crescente o calante rispetto ad una certa nota della scala, cosicché si produce un battimento; cfr.: mwazmThe New Grove Dictionary of Musical Instruments, vol. 3, pag. 860, cit. in Bibliografia. Sul fenomeno dei battimenti, vedi, p.es.: John R. Pierce, mwazqLa scienza del suono, Bologna, Zanichelli, 1988, pag. 74 ss.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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• citerefenciclopedia-canadese(EN, FR) Violoncello, su Enciclopedia canadese.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Violoncello, su Open Library, Internet Archive.
• mwa44(EN) The Internet Cello Society, su cello.org.
• mwa5aCello Podcast, su cellopodcast.it. URL consultato il 17 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2007).
Origini del violoncello
• mwa5uThe term Violone and the early history of the bass violin — 2004 article from The Online Journal of Bass Researchmwa5y2
• mwa5gBach's Violone: a 16' double bass of sorts or a 8' C-G-d-a bass fiddle? (PDF), su xs4all.nl.
• mwa5wArticle, su cello.org.
Immagini di violoncelli storici
• mwa6eImage of a bass violin with five strings from Syntagma Musicum, su cello.org.
• mwa6mDepiction of a violone with both viol and violin characteristics, by Ferrari (JPG), su upload.wikimedia.org.
• mwa6uImage of a violonist - this is not a bass violin, but rather a great bass viol (JPG), su cello.org. URL consultato il 14 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2010).